VIVERE ENSIEME

Come gestire conflitti o atti discriminatori tra giovani/studenti/accolti per ragioni legate al ceto sociale?

Il tema del denaro, della ricchezza, del reddito e della posizione sociale determina conflitti o atti discriminatori tra giovani/studenti/accolti simili a quelli che possono verificarsi per ragioni legate alle differenze etniche o culturali.

Risposte possibili:

Sia in ambito scolastico che altrove, l’insegnante o l’operatore che si trova ad affrontare una situazione come questa può ricorrere al dialogo e alla discussione partecipata con le ragazze e i ragazzi del gruppo o della classe attingendo dalla vasta letteratura in materia, italiana e internazionale, nonché utilizzando alcuni testi legislativi come aiuti per un confronto di idee.

 

Sul piano letterario, la novella di Giovanni Verga intitolata La roba può offrire un ottimo spunto di partenza per riflettere attorno al tema dell’accumulo di beni materiali e della loro relativa caducità. Invitare i giovani/gli studenti/gli accolti ad approfondire questo tema può includere l’utilizzo di brani musicali, romanzi, serie televisive il cui materiale potrà essere raccolto e presentato, sotto la guida di un insegnante o di un operatore responsabile, durante diverse lezioni o momenti di riflessione su questo tema.

 

Sul piano dei testi legislativi, la già citata Carta dei diritti fondamentali dell’UE (art.21) e la Costituzione italiana (art. 3) possono fornire punti di riflessione importanti. In particolare, l’art. 3 della Costituzione, al secondo comma, afferma che:

 

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Riflettere su tale contenuto può aiutare a comprendere come le differenze sociali e di reddito tra i diversi cittadini possono anche essere il frutto di ostacoli che richiedono l’impegno della collettività per poter essere rimossi. La pandemia da Covid-19, ad esempio, ha stigmatizzato alcune disuguaglianze sociali emerse durante la didattica a distanza che hanno causato ulteriore polarizzazione tra quanti disponevano di connessioni potenti e strumenti idonei per i collegamenti a Internet e quanti, invece, non hanno potuto beneficiare delle lezioni a distanza a causa di problemi materiali legati al contesto degli strumenti digitali. Affrontare questo tema nel solco dei valori espressi dalla carta costituzionale può costituire un’importante riflessione in questo ambito.

Il dialogo con i genitori dei giovani coinvolti in una situazione come quella in oggetto è importante per comprendere quali possano essere le ragioni profonde di simili atti o conflitti al fine di mettere in atto la migliore risposta possibile.

In alcuni casi, conflitti o atti discriminatori come quello in oggetto possono essere sollecitati da alcuni paradigmi dell’immaginario in relazione al tema dei poveri, spesso considerati come persone negative, sporche o spiacevoli. Invitare a scuola, in comunità o nei vari centri di aggregazione giovanile associazioni che lavorano a stretto contatto con persone e situazioni legate alla povertà e all’emarginazione sociale permetterebbe ai giovani/studenti/accolti di ascoltare testimonianze basate su esperienze dirette e comprendere meglio le molte sfaccettature del tema.

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