VIVERE ENSIEME

Come reagire di fronte a casi di bullismo tra giovani/studenti/accolti?

Giovani/studenti/accolti sono protagonisti di episodi di bullismo come vittime, prevaricatori o come membri del gruppo in cui avviene il reiterarsi della prevaricazione stessa.

Risposte possibili:

Il bullismo è definito come «il reiterarsi dei comportamenti diretti o indiretti volti a prevaricare un altro con l’intenzione di nuocere, con l’uso della forza fisica o della prevaricazione psicologica».[1] Con l’evolversi del panorama tecnologico, il bullismo ha assunto anche le forme del cyberbullismo attraverso l’utilizzo di internet e delle tecnologie digitali. Nel 2015, il MIUR ha pubblicato il documento «LINEE DI ORIENTAMENTO per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo»[2] e, nel 2017, un aggiornamento denominato «LINEE DI ORIENTAMENTO per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo».[3] Entrambi i testi possono essere scaricati online dai link indicati nelle note a piè di pagina n. 15 e 16. Questi testi costituiscono l’abc per gli insegnanti in tema di gestione di casi di bullismo a scuola.

 

[1] D. P. Farrington, Understanding and preventing bullying, in M. Tonry, (a cura di), «Crime and justice», 17, University of Chicago Press, Chicago.

[2] È possibile scaricare il testo a questo indirizzo Internet: http://www.icnembro.edu.it/no-cyberbullismo-no-bullismo/LINEE%20DI%20ORIENTAMENTO%20per%20azioni%20di%20prevenzione%20e%20di%20contrasto%20al%20bullismo%20e%20al%20cyberbullismo.pdf.

[3] È possibile scaricare il testo a questo indirizzo Internet: https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Linee+Guida+Bullismo+-+2017.pdf/4df7c320-e98f-4417-9c31-9100fd63e2be?version=1.0.

Con lo scopo di fornire alle istituzioni scolastiche una serie di strumenti didattici finalizzati a rendere internet un luogo più sicuro per gli utenti più giovani, il MIUR ha altresì avviato l’iniziativa “Generazioni Connesse” che mette a libera disposizione, attraverso il sito internet dedicato,[1]  proposte di attività di formazione per le comunità scolastiche nonché attività di sensibilizzazione e informazione in collaborazione con la Polizia di Stato per approfondire i temi della navigazione sicura in Rete.

 

[1] È possibile visitare il sito internet dedicato: https://www.generazioniconnesse.it/site/it/home-page/.

Per segnalare episodi di bullismo e cyberbullismo le scuole e gli operatori del sociale possono contattare:

 

  • Il servizio Helpline Telefono Azzurro 96.96.
  • La Hotline “Stop-It" di Save the Children, all’indirizzo stop-it.it (anche per segnalare presenza di materiale pedopornografico online tra cui va incluso il materiale prodotto attraverso la pratica del sexting (invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulareo tramite internet).
  • Il servizio “Emergenza Infanzia” gestito dal Telefono Azzurro: 114.[1]
  • Nei casi in cui l’episodio di bullismo o cyberbullismo configuri un reato è sempre necessario segnalarlo al dirigente scolastico e ai docenti di educazione alla legalità o al referente scolastico in tema di bullismo i quali, previa valutazione, provvederanno a contattare le autorità competenti.

 

[1] Sito internet di Emergenza Infanzia: http://114.it/chi-siamo/.

Il coinvolgimento di assistenti sociali e psicologi nel dialogo con la classe o con il gruppo in cui è avvenuto il fatto è sempre consigliabile. Non solo perché le vittime di bullismo o cyberbullismo sono molto spesso individui fragili che necessitano di supporto emotivo e psicologico ma anche perché le misure disciplinari, in ambito scolastico, hanno prima di tutto una funzione educativa e tali professionisti possono essere di grande aiuto nella valutazione delle possibili sanzioni da applicare.

Per affrontare al meglio casi di bullismo o cyberbullismo, a livello di scuola è importante una costante attività di vigilanza da parte di tutto il personale scolastico. Sarebbe utile che le famiglie degli alunni fossero coinvolte in incontri formativi e informativi che includano anche un confronto con le Forze dell’Ordine al fine di individuare buone regole comportamentali e migliorare l’alfabetizzazione alla gestione dei conflitti tra giovani.

A livello di classe, il ricorso alle tecniche di lavoro cooperativo e il potenziamento delle competenze emotive, sociali e relazionali degli studenti anche attraverso l’utilizzo di stimoli culturali quali il teatro, il cinema, i giochi di gruppo o le letture selezionate dal corpo docente possono favorire una maggiore collaborazione nonché aiutare a mantenere un clima sereno all’interno del gruppo classe.

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