Le relazioni di genere

Come reagire di fronte a giovani/studenti/accolti che stanno per essere soggetti a un matrimonio forzato?

Tra i casi critici riscontrati in tema di abusi sulle donne, sono ricorrenti le segnalazioni sui matrimoni forzati.

Risposte possibili:

Con l’espressione “matrimonio forzato” si definisce «un matrimonio rispetto al quale il consenso manifestato da almeno una delle due parti non è libero e viene estorto tramite violenze, minacce o altre forme di coercizione».[1]  Si tratta di un reato disciplinato in Italia dal nuovo art. 558 bis introdotto nel codice penale dalla legge n. 69/2019. È utile riportarne i contenuti:

 

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

 

La stessa pena si applica a chiunque, approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell’autorità derivante dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile.

 

La pena è aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto.

 

La pena è da due a sette anni di reclusione se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici.

 

Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia.

 

[1] Ius in Itinere, Matrimonio forzato: nuovo reato nel codice penale ex art. 558 bis, https://www.iusinitinere.it/matrimonio-forzato-nuovo-reato-nel-codice-penale-ex-art-558-bis-29161.

In tale contesto, considerato il fatto che le vittime potrebbero avere remore a denunciare membri della propria famiglia, il ruolo degli insegnanti e degli operatori del sociale è da considerarsi di grande importanza nel proporre interventi di sensibilizzazione e di informazione tra giovani/studenti/accolti. A questo proposito, è opportuno che si attivi una rete di protezione in grado di far convogliare il mondo scuola, quello dei servizi sociali, i centri antiviolenza e le Forze dell’ordine.

A fini di prevenzione è bene prestare attenzione ad alcuni segnali che dovrebbero essere approfonditi con gli interessati e le loro famiglie, come l’isolamento dal contesto sociale, decisioni improvvise di abbandonare la scuola (o un crescente numero di assenze) o annunci di un improvviso fidanzamento nel Paese d’origine.

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