IDENTITÀ E SOCIETÀ

Come reagire di fronte a giovani/studenti/accolti che manifestano segnali di disturbo del comportamento alimentare?

Alcuni insegnanti e operatori intervistati hanno manifestato preoccupazione verso la gestione di casi legati al disturbo alimentare nei giovani e, in particolare dell’anoressia.

Risposte possibili:

Il caso in oggetto può essere legato a gravi patologie che necessitano un pronto supporto medico al fine di evitare serie conseguenze per la salute sia psichica che fisica dei soggetti interessati. Pertanto, di fronte a casi del disturbo alimentare è sempre importante avere il supporto di un medico esperto in materia. Al di là del supporto medico, inoltre, il contributo di uno psicologo è di grande importanza.

In casi di disturbi dell’alimentazione manifestati a scuola o in presenza di operatori del sociale, è possibile iniziare ad approfondire la questione, al fine di avere maggiori elementi di valutazione, attraverso un esercizio. L’insegnante o l’operatore può chiedere alla ragazza o al ragazzo in oggetto di disegnare se stessi (come essi si vedono) su un semplice foglio di carta. L’obiettivo dell’esercizio è quello di verificare come i giovani in questione si vedono o si immaginano. Per motivare l’esercizio non deve essere fatta alcuna menzione dei disturbi alimentari. Il disegno potrà poi essere mostrato alla famiglia della ragazza o del ragazzo coinvolto per iniziare un confronto su questo livello e valutare se si ritiene necessario mostrare il disegno a un esperto del settore.

Restando sul terreno dei segnali di allarme, un altro possibile esercizio è quello che consiste nel chiedere alla ragazza o al ragazzo in oggetto di esprimere la sensazione e lo stato d’animo che un determinato sapore od odore suscita in essi. Al di là delle naturali differenze di gusto alimentare che sussiste tra gli individui, una reazione contraria alla pizza, al gelato o ad altri cibi tipicamente apprezzati potrebbe fornire delle indicazioni da approfondire. Tali indicazioni non possono essere valutate come inequivocabilmente allarmanti, ma potrebbero portare insegnanti e operatori a prestare maggiore attenzione a determinati comportamenti di alcuni soggetti.

Il sito web Orizzontescuola.it suggerisce tre direzioni di intervento per l’insegnante o per l’educatore che si trovano di fronte a giovani con acclarati disturbi alimentari:[1]

  1. Sostenere i giovani interessati nell’acquisire una nuova percezione della propria immagine;
  2. Aiutare i giovani interessati a operare una ristrutturazione cognitiva ed emozionale dell’elemento “cibo” e del concetto di “alimentazione”;
  3. Agevolare i giovani interessati nel loro processo di acquisizione di un maggiore autocontrollo sui propri comportamenti.

Si tratta di tre indicazioni teoriche che necessitano un’implementazione pratica. Quest’ultima, a scuola come al di fuori di essa, deve avvenire previo consulto dell’insegnante o dell’operatore con esperti del settore che potranno consigliare una serie di iniziative specifiche per ogni singolo caso.

[1] M. Caratù, Disturbi del comportamento alimentare,possibili azioni della scuola, in «Orizzontescuola.it», 2020, https://www.orizzontescuola.it/disturbi-del-comportamento-alimentare-possibili-azioni-della-scuola/

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