IDENTITÀ E SOCIETÀ

Come reagire di fronte a giovani/studenti/accolti che rivendicano e accettano solo l'autorità religiosa e non quella dell'istituzione scolastica o del Paese in cui vivono?

Alcuni giovani/studenti/accolti affermano di riconoscere solo l’autorità religiosa del proprio credo a discapito di quella scolastica o del Paese in cui vivono.

Risposte possibili:

È importante tentare di avere un dialogo costruttivo con i soggetti interessati focalizzandosi sul concetto di libertà religiosa: la Costituzione italiana sancisce che il nostro è un Paese laico che prevede la libertà di culto. L’appartenenza religiosa non è da considerarsi, pertanto, in contraddizione con l’accettazione delle regole dello stato proprio perché lo stato italiano garantisce tale libertà. Nel contesto di tale dialogo è importante spiegare che libertà di religione non significa libertà di non rispettare le leggi della Repubblica italiana proprio perché è da tale rispetto che vengono poste le fondamenta affinché tutti possano professare liberamente il proprio credo.

L’adozione di un atteggiamento aperto e interessato da parte degli insegnanti e degli operatori del sociale nei confronti dei soggetti in questione, agendo come “facilitatori” piuttosto che come “esperti” durante il dialogo, aumenta le possibilità di raccogliere maggiori informazioni utili alla valutazione del caso in oggetto.

A scuola, in casi di questo tipo, è importante procedere a una valutazione di gruppo della situazione coinvolgendo la famiglia, il consiglio di classe e il dirigente scolastico. Occorre anzitutto valutare se il comportamento della studentessa o dello studente possa essere considerato una provocazione adolescenziale o se vi sia un problema più profondo. A seconda del contesto e degli elementi disponibili, il responsabile scolastico può attivare un'unità di monitoraggio per proteggere gli interessati dal rischio di processi di radicalizzazione. Nel caso ci si trovasse di fronte a soggetti che sono caduti vittime di gruppi estremisti politico-religiosi e qualora il dialogo con la famiglia risultasse infruttuoso, è possibile seguire la procedura già illustrata nel caso n. 1 di questa sezione “Identità e società”: informare il dirigente scolastico che allerterà le autorità competenti le quali, a loro volta, daranno luogo a indagini investigative. Gli operatori del sociale, al di fuori del mondo scuola, possono rivolgersi alla caserma dei Carabinieri per effettuare la loro segnalazione.

Il presentarsi di casi di questo tipo può essere l’occasione per lavorare in classe sui temi dell’educazione alla legalità, della cittadinanza attiva nonché dei valori e dei principi della Repubblica.

Al di fuori del contesto scolastico, casi di questo tipo meritano la medesima attenzione da parte degli operatori del sociale. È fondamentale non interrompere il dialogo con gli interessati ricorrendo a figure specializzate nella gestione del dialogo volto a comprendere la situazione e a fornire agli interessati la necessaria protezione.

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