IDENTITÀ E SOCIETÀ​

Come reagire di fronte a situazioni in cui giovani/studenti/accolti mostrano intolleranza nei confronti dell’ordinamento democratico e delle sue istituzioni e/o una vicinanza a ideologie estremiste autoritarie e violente?

Attraverso commenti, disegni o altre manifestazioni comportamentali, giovani/studenti/accolti mostrano intolleranza nei confronti dei valori democratici e delle istituzioni dello stato subendo, in alcuni casi, il fascino di ideologie estremiste autoritarie e violente.

Risposte possibili:

La scuola è un luogo privilegiato in cui dare vita a dei veri e propri laboratori di democrazia incoraggiando tra gli studenti la comprensione e l’assimilazione dei suoi principi chiave quali, ad esempio, la libertà di opinione, il rispetto dei diritti delle minoranze, l’uguaglianza di ogni cittadino davanti alla legge, il diritto alla vita e alla integrità fisica. Dialogare con gli studenti in merito a queste tematiche costituisce un potente antidoto contro le narrazioni estremiste autoritarie. Coinvolgere i giovani in questo tipo di discussioni implica naturalmente la possibilità di dovere affrontare conflitti e controversie all’interno del gruppo classe. Farlo in un contesto come quello scolastico, però, fa sì che la discussione possa essere guidata in un ambiente sicuro e volto alla ricerca del confronto pacifico, rispettoso e aperto allo scambio. Evitare tali questioni, invece, potrebbe spingere le ragazze e i ragazzi a cercare risposte in ambienti meno protetti.

Alcuni insegnanti e operatori del sociale hanno segnalato casi in cui giovani/studenti/accolti hanno riprodotto a scuola simboli del nazismo, hanno manifestato verbalmente desideri violenti nei confronti dei musulmani in seguito ad alcuni attacchi terroristici di matrice jihadista avvenuti in Europa, oppure si sono fatti partecipi di azioni promosse da gruppi di estrema sinistra. Si tratta di casi che possono sfociare nella violenza se non opportunamente monitorati e il primo passo da compiere, in tali situazioni, è sempre quello di cercare il dialogo con i familiari dei ragazzi e di coinvolgere la rete esistente, a scuola come al di fuori di essa, per comprendere anzitutto se ci si trovi di fronte a delle mere provocazioni adolescenziali o se vi siano problemi più gravi radicati nei soggetti coinvolti.

Se un insegnante è preoccupato in merito al fatto che uno o più studenti stiano vivendo un processo di radicalizzazione che può condurre all’estremismo violento è importante che riferisca i suoi dubbi al dirigente scolastico il quale potrà informare le autorità competenti che, a loro volta e previa autorizzazione da parte della magistratura, daranno luogo a delle indagini investigative con l’assistenza dei servizi sociali. In caso di operatori del sociale, essi potranno effettuare la loro segnalazione direttamente presso la caserma dei Carabinieri più vicina. Tale segnalazione non comporta alcun onere di tipo burocratico per l’insegnante o per l’operatore che ha effettuato la segnalazione stessa.

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